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Circoncisione nell'islam
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La mwbqcirconcisione rituale (in arabo mwbgkhitān) praticata nell'mwbwislam fin dalle sue origini. La pratica è strettamente legata alla mwcamwcqṭahāra, la 'purità rituale'.
La circoncisione non è una pratica richiesta dal mwcwCorano ma è "consigliata" (mwdamwdqsunna) come una tappa con cui si introducono gli uomini al credo islamico e un segno di appartenenza alla vasta comunità islamica.cite-ref-1[1] Attualmente i musulmani sono la più grande comunità religiosa a praticare la circoncisione.
La circoncisione islamica è assai simile a quella ebraica, nonostante ci siano alcuni punti che le differenziano. La pratica della mwewcirconcisione ha una origine remota. Se ne trovano tracce nella mwfaBibbia (mwfqGenesi, XVII,23-27) laddove si racconta che mwfgAbramo circoncise mwfwIsmaele, all'età di tredici anni, e tutti i maschi della sua casa. Anche Abramo, che aveva ottant'anni, si fece circoncidere nello stesso giorno. Anche nell'mwgaantico Egitto la pratica esisteva; si ha poi testimonianza della sua diffusione tra le popolazioni semitiche della mwgqPalestina. Anche gli arabi preislamici praticavano la circoncisione.
Quanto al valore sociale della pratica, l'origine più remota sembra identificarla con il rito di passaggio dalla fanciullezza alla pubertà, più precisamente come rito che dà la piena virilità, come segno della piena maturità fisica, e il pieno diritto di appartenenza al gruppo dei maschi adulti; il minore diventa così maggiorenne, acquisendo la piena capacità di agire; egli viene pertanto introdotto legittimamente nella condizione matrimoniale (in tal senso l'ablazione del prepuzio costituisce una rimozione della femminilità residua nell'adolescente e l'acquisizione della maschilità completa). La stessa circoncisione di Ismaele quando aveva tredici anni (Genesi 17,25) sembra attestare questa dottrinacite-ref-2[2].
Presso gli ebrei, invece, la circoncisione assunse un valore più propriamente religioso, come “segno dell'alleanza”, che introduce il maschio nel mwiapopolo eletto:
«Questa è la mia alleanza che dovete osservare, alleanza tra me e voi e la tua discendenza dopo di te: sia circonciso tra voi ogni maschio. Vi lascerete circoncidere la carne del vostro membro e ciò sarà il segno dell’alleanza tra me e voi (Genesi, 17,10-11).»
Per questo motivo, il rito viene anticipato all'ottavo giorno dalla nascita (Genesi, 17,12). Presso gli ebrei, questa pratica sembra, tuttavia, essere divenuta norma obbligatoria e generale soltanto nel periodo dell'esilio.
Contents
• Note
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Circoncisione maschile nell'Islam
Nell'islam manca il concetto di “patto” o “alleanza”. Prevale, dunque, ma non è esclusivo, il senso più antico della circoncisione. Questa oscillazione dottrinale si riflette sulla fissazione dell'età in cui essa viene effettuata, che varia a seconda delle fonti. Se si prende come punto di riferimento la pratica di Abramo, egli circoncise Isacco a sette giorni e Ismaele a tredici anni. Se, invece, si prende come base giuridica una mwjwmwkasunna profetica, Muhammad circoncise i due nipoti, Hasan e Husayn, all'età di sette anni. Ma ci sono anche dottrine in base alle quali la circoncisione può essere effettuata dopo quaranta giorni dalla nascita o all'età di dieci anni.
Il neonato musulmano maschio, nato vivo e vitale, deve essere circonciso. La pratica della circoncisione (mwkgkhitan), consistente nella escissione del mwkwprepuzio, sembra apparentemente confliggere con un altro principio islamico, vale a dire il principio della sacralità del corpo umano. Infatti, qualsiasi danno fisico, che va dal caso estremo dell'omicidio fino alle ferite anche lievi, arrecato ad una persona, è sanzionato dalla legge penale. Solo i necessari interventi medici sul corpo umano sono considerati leciti. Tuttavia, la circoncisione non viene considerata una menomazione fisica, ed è pertanto lecita.
Fonti religiose
Il mwlgCorano non parla di circoncisione. Al tempo di mwlwMaometto la circoncisione era praticata da diverse tribù mwmaarabe, come pure dagli ebrei, per motivi religiosi. Lo stesso Maometto era circonciso (la tradizione vuole che nascesse già circonciso). Molti dei suoi primi discepoli erano circoncisi come segno di appartenenza alla nascente comunità islamica. Questi fatti sono citati diverse volte nei mwmqmwmgʾaḥādīth. È considerata una pratica religiosa dalle origini dell'Islam.
mwnaL'Imam Abu Hanifa, fondatore della scuola di giurisprudenza islamica, che da lui fu conosciuta come "hanafita", e mwnql'Imām Malik sostengono che la circoncisione è una mwngmwnwsunna muʿakkada, non obbligatoria quindi ma fortemente consigliata. Alcuni discepoli, fra cui mwoal'Imām Shāfiʿī e mwoqAhmad ibn Hanbal la considerano vincolante per tutti i mwogmusulmani.cite-ref-3[3]
Obbligatorietà della circoncisione
L'obbligatorietà della circoncisione non ha base coranica, ma è giustificata dalla mwqqsunna profeticacite-ref-4[4].
Il Corano non menziona pratiche che prevedano una manipolazione chirurgica del corpo femminile o di sue parti, nell'ambito di un più generale divieto di modificare la creazione di Allah se non per necessità terapeutichecite-ref-5[5].
La circoncisione è ritenuta “obbligatoria” in ambito mwtashafiita, mentre per le altre scuole sunnite rappresenta una buona pratica, meritoria o fortemente incoraggiatacite-ref-6[6]. Il dovere di circoncidere i maschi viene meno quando un bambino nasce già circonciso, oppure è troppo debole, o ancora quando un uomo anziano si converte all'islam e lo impedisca la sua cagionevole salute.
Circoncisione femminile nell'Islam
La “circoncisione femminile” (mwuwkhafd o mwvakhitan al-untha) può essere effettuata in modo più o meno invasivo. Questa viene considerata una forma di mwvqmutilazione genitale femminile, che secondo l'mwvgOrganizzazione mondiale della sanità può essere praticata in quattro forme:
• mwwqclitoridectomia: circoncisione resezione del prepuzio clitorideo con o senza l'escissione di parte o dell'intero mwwgclitoride;
• mwxaescissione del clitoride e delle piccole labbra: resezione del prepuzio e del clitoride insieme alla rimozione parziale o totale delle piccole labbra;
• mwxginfibulazione o "circoncisione faraonica": escissione parziale o totale dei genitali esterni. I due lati della mwxwvulva vengono poi cuciti con una sutura o con spine, riducendo in tal modo la dimensione dell'orifizio della vulva e lasciando solo un piccolo passaggio nell'estremità inferiore, per l'emissione del flusso mestruale e dell'urina;
• altre forme di manipolazione degli organi genitali femminili: mwyqpiercing, pricking, incisione del clitoride e/o delle labbra; allungamento del clitoride e/o delle labbra; cauterizzazione per ustione del clitoride e dei tessuti circostanti; raschiatura dell'orifizio vaginale (mwywangurya cuts) o taglio della vagina (mwzagishiri cuts); introduzione di sostanze corrosive nella vagina per causare sanguinamento, oppure immissione di erbe con lo scopo di restringere la vagina.
Origine della pratica
Le pratiche della escissione e della infibulazione sono comuni a molte culture del passato, eccezion fatta per quella cristiana che vieta la mutilazione del corpo in qualsiasi forma. La maggior parte delle culture che pratica questo tipo di mutilazione contro le donne, manca di giustificazioni religiose per tradizione orale o scritta e si rifà in genere a usanze tribali ancestrali in cui la posizione della donna è la stessa di una fattrice: procreare senza mai provare piacere. Queste pratiche sono oggi condannate e combattute dalla maggior parte di organizzazioni sanitarie mondiali, pur con numerose difficoltà dovute allo scontro con preconcetti tribali e società pseudoprimitive chiuse.
Fonti Islamiche
Nelle fonti islamiche si trova un generico riferimento alla clitoridectomia (mwaqkhafd). Una tradizione profetica (mwaghadith), infatti, riporta che Muhammad, vedendo un giorno una donna specializzata nelle escissioni operare una bambina, le avrebbe detto: “La circoncisione è mwawsunna per gli uomini e solo mwbamakruma per le donne. Quando incidi, non esagerare nel tagliare, così facendo il suo viso sarà più splendente e il marito sarà estasiato”. Mentre mwbqsunna indica una prescrizione normativa, mwbgmakruma si riferisce, invece, ad un'“azione nobile”.(Facoltativa).
Qualificazione giuridica della circoncisione femminile
Circa l'obbligatorietà della circoncisione femminile, non c'è un riferimento preciso nella letteratura tradizionistica. A loro volta, le scuole giuridiche divergono sulla qualificazione di questa pratica. Solo gli shafi‘iti la considerano “obbligatoria” sia per i maschi sia per le femmine. I malikiti la ritengono mwcqmakruma li'l-nisa’ (azione raccomandata, nobile, per la donna, ma non è peccato se si omette), mentre i hanbaliti la qualificano mwcgsunna (tradizione profetica, azione da imitare, molto fortemente incoraggiata).
In epoca recente, la circoncisione femminile è stata definita come “azione indifferente” dal punto di vista giuridico (Muhammad ‘Ali ‘Abd al-Rahim), mentre lo mwdashaykh Shaltut ha sostenuto che non esiste alcuna giustificazione giuridica per praticare la circoncisione femminile, in quanto manca per questa pratica una qualsiasi base nelle fonti, e non vi sono nemmeno giustificazioni mediche o etiche.
Età della circoncisione femminile
Circa l'età in cui praticare la circoncisione, non esiste una regola precisa. Secondo una dottrina, essa va effettuata tra i sette e i nove anni. Secondo un'altra dottrina, la decisione spetta al tutore della ragazza, sulla base delle condizioni psicofisiche della ragazza stessa.
Politiche contrarie alla “circoncisione femminile”
La pratica della “circoncisione femminile”, o delle “mutilazioni genitali femminili” (a seconda del punto di vista), è stata fortemente contrastata sia in mweqItaliacite-ref-7[7] sia a livello internazionale, per es., nella Conferenza internazionale dell’Onu sulle donne a mwfwCopenaghen (1980); con la creazione del “Comitato interafricano sulle pratiche tradizionali che pregiudicano la salute delle donne e dei bambini” (1984); nella Conferenza di Nairobi (mwgqKenya, 1985) ed in quella di Pechino (1995).
In vari Paesi africani sono state intraprese varie iniziative, sia legislative che sociali, per sradicare questa pratica, ma essa viene tollerata e resta ancora largamente diffusa.
Note
cite-note-22. ↑ Si vedano anche Genesi 34,13-24; Esodo 4,24-26.
cite-note-33. ↑ mwkgmwkwmwlaMedical Ethics of Male Circumcision, su mwlqislamonline.net mwlg(archiviato dall'mwlwurl originale il 30 maggio 2010).
cite-note-55. ↑ mwqaTiziana Di Iorio, mwqqmwqgIdentità negate. Mutilazioni genitali femminili: la lotta dell’Europa contro una silenziosa violenza (mwqwmwraPDF), in mwrqStato, Chiese e pluralismo confessionale, n.mwrg 12, 2019, p.mwrw 10, mwsaISSNmwsq 1971-8543. mwuqURL consultato il 10 aprile 2019 mwug(mwuwarchiviato il 10 aprile 2019).
cite-note-77. ↑ Legge 9 gennaio 2006, n. 7, pubblicata nella mwyqmwygGazzetta Ufficiale n. 14 del 18 gennaio 2006: “Disposizioni concernenti la prevenzione e il divieto delle pratiche di mutilazione genitale femminile”, con la quale l'Italia ha dettato “le misure necessarie per prevenire, contrastare e reprimere le pratiche di mutilazione genitale femminile quali violazioni dei diritti fondamentali all'integrità della persona e alla salute delle donne e delle bambine” (art. 1).
Bibliografia
• mwzgAgostino Cilardo, “Il minore nel diritto islamico. Il nuovo istituto della mwzwkafala”, in mw0aLa tutela dei minori di cultura islamica nell'area mediterranea. Aspetti sociali, giuridici e medici, Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli 2011, pp. 226-231.
• Vardit Rispler-Chaim, mw0wIslamic medical ethics in the twentieth century, Leiden 1993, pp. 84-93.
• Serena Tolino, “La tutela dei minori in Egitto. Il Qanun al-Tifl alla luce degli emendamenti del 2008 e il ruolo delle organizzazioni non governative”, in mw1gLa tutela dei minori di cultura islamica nell'area mediterranea. Aspetti sociali, giuridici e medici, mw1wEdizioni Scientifiche Italiane, mw2aNapoli 2011, pp. 385-389.
Voci correlate